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San Vittore del Lazio è uno dei 91 comuni della Provincia di Frosinon.
Arroccato su di una collina, a 210 m.s.l.m., il centro storico presenta
una conformazione tipica dell'età medioevale.E' attraversato
dall'autostrada A1 Roma-Napoli, dalla Casilina e dalla rete
ferroviaria. Segna il confine di tre regioni: Lazio, Campania
e Molise. Dista circa 12 Km da Cassino.
Il Santo Patrono si festeggia l'8 maggio, il giorno di
mercato è
il giovedì, il codice postale è 03040 ed il prefisso telefonico è 0776.
Conta oltre 2.600 abitanti, l'attività prevalente è
l'industria
ma sono presenti diverse attività artigianali relative alla lavorazione
del ferro e dell'alluminio. Rilevante è anche la pastorizia,
con
la produzione di formaggio pecorino e gustose ricotte distribuite in
diversi rinomati ristoranti della zona.
Le attivirà ricreative sono assicurate dalla Pro Loco, che
periodicamente coinvolge tutta la cittadinanza in iniziative talvolta
uniche ed originali. A San Vittore viene infatti acceso ogni anno
L'Albero di Natale più grande del mondo, in perenne competizione con
quello di Gubbio, famosa e bellissima cittadina dell'Umbria che
tuttavia ha notevoli difficoltà ad ammettere che questo piccolo paese
della Ciociaria detiene il Guinness dei Primati dal 2002. E' da
rimarcare che il primo albero di Natale fu realizzato nel vicino comune
di Cervaro, sul Monte Trocchio, agli inizi degli anni '80 e
successivamente, alcuni componenti dello stesso gruppo lo realizzarono
sul
Monte Sambucaro (conosciuto anche come Monte Sammucro). E' anche
storica la "competizione" tra i sanvittoresi ed i cervaresi e
si
narrano diversi e divertenti racconti popolari molto fantasiosi.
Altra manifestazione da non perdere è "Vita e Costumi
del
Medio Evo" che si svolge nella cornice del Castello nella prima
settimana di agosto. Vengono messe in mostra le varie attività
artigianali d'epoca e, grazie a diversi gruppi in concorrenza fra loro,
è possibile degustare le numerose specialità gastronomiche
tradizionali. Per l'occasione viene utilizzata una moneta del tutto
particolare: "Il Coccio", infatti prima dell'apertura delle botteghe,
il visitatore deve prima passare per il "Banco Cambio" e sostituire
l'euro con la moneta corrente, altrimenti non potrà fare acquisti.
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