|
CHIESA DI SANTA MARIA DELLA ROSA
La
Chiesa parrocchiale di S. Maria della Rosa, più volte ricostruita su un impianto del XVI secolo, si fa ammirare per la sua
imponente architettura a tre navate. L’ornamento di maggior prestigio di questa
chiesa è costituito dal pulpito medievale, la
cui datazione si fa risalire al 1200. Il
pulpito presenta una pregevole scultura sul fronte e bellissimi mosaici
raffiguranti pavoni ai lati di uno degli antichi trilobi di sostegno sul lato
della navata centrale. Si tratta di un “unicum” non soltanto nel cassinate,
dato che in tutto il Lazio e nel Meridione non vi è qualcosa
di
affine.
Degno
di nota è il monumento al vescovo Guglielmo
III Capoferro, della nobile famiglia locale, morto vescovo di Chieti nel
1352. Posto sul lato destro dell’ingresso principale, rappresenta il defunto
giacente e rivestito dei sacri paramenti nello stile usuale del tardo trecento.
Sulla parete sono situati, inoltre, il caratteristico stemma della famiglia
(testa di guerriero rivestita di ferrea protezione) e una lapide marmorea con
iscrizione commemorativa.
Recenti ornamenti della
Chiesa parrocchiale sono i tre portali
in bronzo: il portone della navata centrale “Mistica Rosa” (1994),
quello della navata laterale destra “Vita
di San Vittore Martire” (1998) e quello della casa parrocchiale “Il buon pastore” (2000), tutti opera dello
scultore Alberto Di Campli, artista che vive ed opera in San Vittore del
Lazio.
Interessanti e
originali sono le vetrate
artistiche delle finestre
rotonde della navata di destra, realizzate su progetto grafico della
giovane pittrice sanvittorese Carmen Spennato. Recano i simboli dei quattro
evangelisti (1996).
La vetrata della
finestra centrale della cupola sovrastante l’arco trionfale dell’altare maggiore,
invece, ispirata al tema dello Spirito Santo, è opera della prestigiosa
fonderia romana Domus Dei (1998).
La chiesa madre è stata
dotata, inoltre, di installazioni più recenti: la “sede del celebrante”
rivestita da raffinati marmi intarsiati ed il fonte battesimale, pregevole opera ottocentesca (con incisi
due pavoni, simbolo dell’immortalità), acquistata nel 2003 e installata su una
piattaforma ottagonale in marmo (simbolo dell’infinito).
Altre due mirabili opere
di sicuro prestigio sono il bassorilievo bronzeo “Il Seminatore”
(inaugurato il 19 febbraio 2006), ispirato alla parabola dei vangeli di Matteo, Marco e Luca, situato sul nuovo ambone e il crocifisso in bronzo
installato sull’altare maggiore nel novembre 2007. Entrambe le sculture sono opera
e dono dello scultore Alfiero Nena,
artista conosciuto in tutto il mondo per le sue grandi opere scultoree, tra cui
il crocifisso “Lux mundi” sito nella
basilica di Santa Maria del Popolo a Roma.
La monumentale chiesa,
infine, è stata ulteriormente abbellita (primavera-estate 2007) dalla fine opera di doratura che
impreziosisce l’edicola con bassorilievo in stucco che rappresenta
la Madonna della Rosa, il sottostante stemma su cui campeggia una rosa (da cui deriva la denominazione della
chiesa e alla parrocchia), i
capitelli in stile corinzio in stucco dei pilastri ed i cartigli che
sormontano i grandi archi della navata centrale.
album fotografico

|